47 metri – Recensione

47 metri recensione
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Un film interamente girato sotto le profondità marine. La recensione di 47 metri.

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47 metri, il cui titolo originale è 47 Meters Down, diretto da Johannes Roberts – per questioni legate al sistema metrico decimale, sconosciuto negli States – ha dovuto cambiare nome in In the Deep. Nello stesso periodo un altro shark movie si presentava nel mercato statunitense, The Shallows (Paradise Beach: dentro l’incubo, con la statuaria Blake Lively), che per ironia della sorte aveva lo stesso titolo in lavorazione. Tutto cambia e questo interessante prodotto arriva a noi con il titolo più conciso e curioso di 47 metri.

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47 metri è la profondità sotto il livello del mare in cui sprofondano Lisa (Mandy Moore) e Kate (Claire Holt), due sorelle che stanno facendo una vacanza in Messico. Quando Kate scopre che Lisa è stata lasciata dal fidanzato, la convince a dimenticare tutto gettandosi a capofitto nella movida notturna. Conoscono così due ragazzi del posto, i quali propongono alle due sorelle una avventura mozzafiato: un’immersione dentro ad una gabbia protetta per vedere da vicino i grossi squali bianchi che vivono indisturbati nelle acque dell’Oceano. Dopo qualche incertezza e timore, le due giungono alla barca di Taylor (Matthew Modine) pronte al tuffo. Qualcosa però va storto e le due principesse in muta da sub restano intrappolate dentro la gabbia protettiva sul fondale marino. Fuori dalla loro protezione, iniziano a palesarsi immediatamente i primi pericoli evidenti: gli squali, innanzitutto, chiamati poco prima con della carne fresca gettata in mare per attirarli; il tempo limitato che rimane, legato alla durata delle bombole di ossigeno; il pericolo di morire di embolia o di incappare nella MDD, la malattia da decompressione, accompagnata da forti allucinazioni. Cosa volere di più dalla vita? Unico contatto con l’esterno: un collegamento radiofonico che si può avere solo risalendo in superficie di qualche metro.

Siamo davanti ad un film che niente ha a che vedere con gli eco vengeance, con la punizione ecologica della Natura che si ribella all’Uomo, quanto piuttosto ad un thriller con venature horror estremamente claustrofobico e teso. Girato per la maggior parte sotto le profondità marine della enorme vasca nei Pinewood Studios della Repubblica Domenicana, infatti, il prodotto di Johannes Roberts è capace di portarci emotivamente e visivamente nel fondale assieme alle due sorelle, dove le tenebre ed i riflessi dell’acqua sono una costante.
Le minacce sono così immediatamente palesate, ma con una differenza sostanziale: mentre la mancanza d’aria è diluita lungo tutta la durata della narrazione, e ne costituisce in qualche modo l’ossatura portante, il vero protagonista del film, l’enorme squalo bianco che si aggira intorno alla gabbia rappresenta invece una minaccia che va e viene, quasi come fosse un guardiano della tensione nascosto nelle oscurità.

La trappola formata da diversi metri cubi d’acqua diventa quindi per Kate e Lisa un limite ambientale, mentre nel sopraccitato Paradise Beach restava solo l’habitat in cui lo squalo poteva muoversi indisturbato. In quel caso, era la distanza dalla spiaggia a costituire l’ostacolo per la coraggiosa Blake Lively, che ingaggiava più una banale battaglia di riscatto che una vera e propria sfida di sopravvivenza.

Espedienti che non solo rendono il film di Johannes Roberts più credibile del Paradise Beach di Collet-Serra – dove il finale stringeva in una morsa di effetti speciali a limite del ridicolo – ma che ci fa anche capire come Roberts sia in grado di giocare molto bene con la costruzione della suspance. Giusto ricordarlo perché egli stesso ha un appuntamento importante a cui non può mancare, e a cui abbiamo già dedicato un articolo qualche giorno fa proprio su Non Aprite Questo Blog: il sequel di The Strangers 2, dove la tensione costituirà di certo l’ingrediente principale.

Insomma, 47 Meters si rivela un titolo ben al di sopra delle aspettative che lo accompagnavano, inserendosi – di fatto – alla collezione degli ibridi shark-movie/trap-movie [detesto anche io queste definizioni, ma fate lo sforzo di capirmi; NdR] che ne hanno dettato il ritmo: Lo Squalo (1975) di Spielberg e Open Water (2003), di C. Kentis.

Titolo: 47 Metri
Titolo originale: 47 Meters Down
RegiaJohannes Roberts
AttoriMandy Moore, Claire Holt, Matthew Modine, Yani Gellman, Santiago Segura, Chris J. Johnson, Mayra Juarez
Genere: Horror, Thriller
Durata: 87 minuti
Anno: 2017
Paese: Inghilterra, USA, Repubblica Domenicana