Blood Hunt – Recensione

Il rape & revenge australiano distribuito da Tetro Video. La recensione di Blood Hunt

Blood Hunt è un film horror-slasher australiano del 2017 diretto da Sam Curtain che rientra pienamente nel genere horror rape & revenge. Scritto dallo stesso regista, con Danny Beaton e Thomas Roach (protagonista del film), è uscito in un’ edizione limitata di 500 copie con Tetro Video nel particolarissimo formato Bookbox, con poster incluso che rende l’acquisto una notevole esperienza “fetish” per il collezionista estremo.

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Dean e Claire sono una coppia di fidanzati che decide di fare un weekend fuori porta nella campagna australiana. Tutto procede molto tranquillamente mentre i due piccioncini si scambiano effusioni e scherzano per non pensare a ruvide questioni riguardanti il loro futuro insieme, su cui hanno visioni discordanti. Le cose però inizieranno a mettersi male quando incontreranno in una stazione di servizio Knuck e i suoi compari, una gruppetto di bifolchi campagnoli, violenti e perversi che inizieranno a infastidirli fino ad arrivare ad aggredirli e rapirli per infliggergli le più tremende torture.

Blood Hunt si presenta inizialmente quasi come una commediola dal sapore “british” e si concentra nella prima parte nell’approfondire il rapporto tra i due fidanzati, facendoci conoscere meglio i loro character. La scelta risulterà vincente, perché in questo horror indipendente a basso budget uno dei punti forti sarà proprio la recitazione, gli attori infatti ci trascineranno abilmente dentro ad una storia, facendoci empatizzare con i protagonisti in modo che risulti più difficile da sopportate tutto ciò che gli accadrà in seguito. La trama è semplice e forse fin troppo “trita e ritrita”, infatti per l’ennesima volta troveremo dei bifolchi di campagna, ignoranti e annoiati che si divertono a trucidare coppiette in villeggiatura, un topoi questo, che riporta alla mente decine di pellicole come: Non aprite quella porta, Le colline hanno gli occhi, Wrong Turn o anche l’austrialianissimo Wolf Creek, film da cui attinge maggiormente questo film, dove troviamo però una caratterizzazione del villan decisamente più approfondita ed efficace.

La qualità di questo horror rape & revenge si evidenzia però attraverso la scarsa originalità della trama, infatti nonostante tutto, in Blood Hunt non pesa la sensazione di deja vo, perché quest’opera è in grado di prenderti e catapultarti emotivamente nella tensione grazie una regia erudita e consapevole, supportata con un’ottima colonna sonora, pulsante e incalzante, che da il ritmo e sostiene fortemente l’escalation di terrore e violenza che mette in atto. La tensione viene costruita fin dall’inizio in modo seminale, con scambi di battute, sguardi e pause collocate ottimamente nel tempo fornendo alla storia la giusta velocità di marcia. Una fotografia scarna e poco ricercata si rivelerà un’ottima scelta per donare realismo nelle fasi finali e più cruente del film, momenti concitati nei quali: stupri, mutilazioni e sbudellamenti si alterneranno, arricchendo un epilogo estremamente appagante dal punto di vista della vendetta.

Degne di nota la insopportabile scena di stupro, le sorprendenti e rocambolesche riprese degli inseguimenti in auto e la performance attoriale di Dean Kirkright che crea un personaggio convincente e carismatico. In conclusione, anche se Blood Hunt non brilla per originalità e convive con qualche limite tecnico legato al budget, si presenta come un rape & revenge con scene gore e torture porn disturbanti, molto godibile per gli amanti di questo genere.

Titolo: Blood Hunt
Titolo originaleBlood Hunt
Regia: Sam Curtain
Attori:   Dean Kirkright, Kahli Williams, Thomas Roach
Paese: Australia
Anno: 2017
Genere: Horror, rape & revenge, torture porn
Durata : 78 minuti