Piove – Recensione psicologica

Piove - Recensione
Piove - Recensione

L’attraversamento di un trauma. La recensione psicologica di Piove.

Piove è un film horror del 2022 diretto da Paolo Strippoli, al suo secondo lungometraggio dopo A Classic Horror Story del 2020, diretto insieme a Roberto De Feo. Il film è stato distribuito da Fandango e, successivamente, in home video in formato DVD e Blu-ray da CG Entertainment. Piove vede, tra gli interpreti principali, Fabrizio Rongione, Cristiana Dell’Anna, Francesco Gheghi e Leon de la Vallée.

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Diviso nei tre atti Evaporazione, Condensazione e Precipitazione, Piove presenta una Roma oscura in cui la pioggia scorre a fiumi, come la rabbia e l’incomunicabilità nella famiglia di Thomas, spezzata dall’incidente stradale che ha causato la morte traumatica di Cristina, sua moglie e madre dell’adolescente Enrico e della piccola Alice. In città la pioggia, invadendo le fogne (il sottosuolo, l’Ombra collettiva, la parte nascosta), crea vapori che sembrano infettare chiunque ne entri in contatto, facendo fuoriuscire un liquido nero dai corpi. Questo liquido rappresenta materialmente i pensieri intrusivi di rabbia e violenza che aleggiano sulle persone, e che emergendo si trasformano in azioni. I vapori non alterano le emozioni, acuiscono la rabbia, la corroborano, la solidificano, non portano ad un’elaborazione ma ad un’azione immediata, senza integrazione degli accadimenti.

Nel film, Thomas si è abbandonato a una routine distruttiva (di mattina si prende cura della figlia, di sera lavora), convivendo con un sottofondo depressivo generato dal senso di colpa per l’accaduto (l’incidente poteva essere evitato?). Enrico, invece, è stato abbandonato emotivamente dal padre: è come se, oltre ad aver perso la madre – che ricerca nel contatto fisico, ma ancor di più emotivo, con una prostituta –, abbia perso anche il padre, vedendone soltanto l’involucro, il fantasma di quello che era.
Alice è la chiave di volta del film, cercando di essere un ponte tra padre e figlio. La bambina, infatti, tenta di far comunicare Thomas e Enrico, i cui scambi sono ormai ridotti ad aspre sferzate di parole, che puntano ad attribuirsi la colpa a vicenda, per evitare di sentire quella che permane dentro di loro. A livello visivo, il film si rifà al J-Horror e all’horror americano contemporaneo arthouse, ma cerca anche una propria identità, attraverso il contrasto tra colori freddi e luccicanti e un’oscurità che ingloba lo spettatore.

Piove è un film tecnicamente ben fatto che, con il giusto ritmo, permette un’introspezione nelle nostre parti oscure, nei periodi senza luce che, prima o poi, tutti attraversiamo. E riesce anche a portarci più in là, mostrandoci come l’attraversamento del trauma è un percorso che continua fin quando il liquido nero non lascia spazio all’acqua, l’apertura verso l’altro e verso se stessi che lava via la rabbia e le attribuzioni di colpa. Perché solo l’unione e la comprensione reciproca dei sentimenti possono portare alla ricostruzione di una nuova vita, senza nascondere le cicatrici ma ricercando e mantenendo uno sguardo aperto verso il futuro.

Titolo: Piove
Titolo originale: Piove
Regia: Paolo Strippoli
Attori: Fabrizio Rongione, Cristiana Dell’Anna, Francesco Gheghi, Leon de la Vallée, Ondina Quadri, Orso Maria Guerrini, Elena Di Cioccio
Paese: Italia, Belgio
Anno: 2022
Genere: Horror
Durata: 95 minuti