Spiral – L’eredità di Saw – Recensione

Spiral - L'eredità di Saw - Recensione
Spiral - L'eredità di Saw - Recensione

L’Enigmista è tornato, ma chi muove i fili questa volta? La recensione di Spiral – L’Eredità di Saw

Spiral – L’eredità di Saw (Spiral: From the Book of Saw) è un film horror del 2021 diretto da Darren Lynn Bousman. Il nono film collegato alla saga di Saw, che vuole essere un reboot che si discosta dagli accadimenti della serie principale, arriverà nelle sale italiane il 16 giugno.

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Il Detective Zeke Banks, interpretato da Chris Rock, non se la passa tanto bene nel dipartimento di polizia, un tempo guidato dal padre Marcus Banks (Samuel L. Jackson). Gli altri poliziotti non lo vedono di buon occhio e il motivo è legato ad un episodio nel quale Zeke denunciò e fece arrestare un suo collega corrotto. In questo turbolento clima iniziano a verificarsi una serie di articolati e macabri omicidi, dove le vittime sembrano essere proprio gli agenti di polizia e dove il modus operandi sembra emulare quello dell’ormai defunto Jigsaw l’Enigmista. Il caso sarà affidato proprio al Detective Banks, anche per via di un suo coinvolgimento stretto con il caso. Infatti, il nuovo Enigmista ha deciso di aprire una fitta corrispondenza proprio con lui inviandogli “regalini” piuttosto macabri per posta.

Chris Rock, fan della saga di Saw, si era fissato di voler riportare ai fasti di un tempo la storia dell’Enigmista. Alla fine il film è arrivato nelle sale, ma dei fasti di un tempo non se ne vede neanche l’ombra. La pellicola è un reboot-sequel, John Kramer è morto e i fatti raccontati avvengono qualche anno dopo l’epilogo di quella che ormai è una serie di film cult conclusasi (?) con il film Saw Legacy. Non vedremo più Billy sul suo triciclo, il pupazzo di Saw in questo caso è servito solo a ispirare il titolo Spiral, come le spirali per l’appunto che ha dipinte sulle guance. A dargli il cambio, ci sarà un burattino dalla testa di maiale e gli abiti da poliziotto che dubito verrà ricordato in egual misura.

“Non volevo insultare i fan cercando di creare un altro Jigsaw perché c’è solo un Tobin Bell e nessuno può reggere il confronto con ciò che ha portato quel personaggio. Quindi volevo andare verso qualcosa di totalmente diverso.” ha fatto sapere il regista Darren Lynn Bousman.

Bousman non è certo un novellino, dato che si è occupato già della regia di Saw II, III e IV e nell’horror ci sguazza da tempo con film come The Devil’s Carnival, Repo! The Genetic Opera, Mother’s Day, 11-11-11, Death of Me ed è già al timone del nuovo mega franchise “Dai produttori di… The Conjuring” denominato LaLaurie Mansion. Il suo intento era fare qualcosa di “totalmente diverso”, ma il risultato è qualcosa che perde completamente lo spirito della saga e i suoi elementi più caratteristici, senza introdurne di nuovi altrettanto validi. Tutto questo ci porta alla fatidica domanda: “Perché usare il nome di Saw?”.

Il film è diretto con mestiere, e a parte qualche scelta bizzarra e stonata come riproporre flashback di scene viste 10 minuti prima, per il resto scorre via liscio senza intoppi. Ciò che vacilla è la sceneggiatura, che inizia con una forte caratterizzazione dei personaggi, dove Chris Rock scivola abbondantemente nell’overacting e la trama nei soliti cliché, riproponendo ahimè i canonici step: omicidio del collega / condoglianze alla moglie / desiderio di vendetta / arriva un pacco anonimo. Per chi mastica il genere, tutto questo avrà il consueto e posticcio sapore di un déjà vu. Si potrebbe tollerare cotanta banalità, se fosse messa in atto per camuffare un intrigo narrativo sorprendente quanto lo fu il suo “antenato” Saw diretto da James Wan, ma il twist si capirà dopo la prima mezz’ora e saremo costretti ad attendere stancamente l’avverarsi profetico della nostra “intuizione”. Se riportare alla gloria Saw significa inscenare una storia così facilmente smascherabile, non ci siamo proprio.

Ad allontanare Spiral dall’opera al quale si ispira, ci sono anche le motivazioni che portano l’Enigmista ad agire, qui completamente diverse. Nel predecessore, John Kramer era malato di tumore e questo lo aveva portato a capire quanto fosse prezioso il dono della vita. In un momento di megalomane delirio di onnipotenza, decide di ergersi a dio e punire o dare una seconda chance alle persone che non sanno apprezzare questo dono. In Spiral siamo di fronte ad una mera e banale vendetta perpetrata nei confronti di persone cattive che hanno compiuto atti deprecabili. Nulla quindi di così assurdamente delirante e spirituale. Non solo: vengono intrappolate dentro marchingegni non troppo geniali e che non sembrano in realtà dare davvero la possibilità alla vittima di redimersi.

Insomma, niente suspence, niente Billy il bambolotto sul triciclo o reminiscenze di John Kramer. Ci troviamo di fronte ad una eredità non riscattata. Quanto meno, possiamo crogiolarci nelle scene splatter-gore: non molte ma fatte davvero bene. Sia per la realizzazione degli effetti speciali che per la volontà di non tradire, almeno qui, la natura violenta della saga di Saw. Se non fosse che lo stanno già girando, avrei detto che da questo reboot non si sarebbe generato nessun sequel. Invece lo scorso marzo venne annunciata la lavorazione del decimo film della serie Saw e seguito diretto di Spiral – L’eredità di Saw.

Spiral è un film che non raggiunge gli obbiettivi che si è prefissato e che risulta a livello di storia più insufficiente di alcuni capitoli giustamente criticati della saga. Piacevole per gli onnivori di horror dal palato non troppo sofisticato e insopportabile per i fan che hanno come dio John Kramer e come bibbia il film Saw.


Titolo: Spiral – L’eredità di Saw
Titolo originaleSpiral: From the Book of Saw
Regia: Darren Lynn Bousman
Attori: Chris Rock, Samuel L. Jackson, Max Minghella
Paese: USA
Anno: 2021
Genere: Horror
Durata : 93 minuti