Surf Nazis Must Die – Recensione

Chi domina la spiaggia? I surfisti Nazi. La recensione di Surf Nazis Must Die

Surf Nazis Must Die è un film del 1987, diretto da Peter George, prodotto dalla Troma. Da un’idea di Peter George, Jon Ayre scrive la sceneggiatura e sarà l’unica “colpa” cinematografica del quale si macchierà. Nel cast troviamo Barry Brenner, Dawn Wildsmith, Michael Sonye, Joel Hile, Gail Neely, Robert Harden, Gene Mitchell e Tom Shell. Il film, diventato uno dei più noti della Troma, arriva per la prima volta in Blu-ray in Italia grazie a Digitmovies nella collana TromaLand con tantissimi contenuti extra come: l’introduzione originale e quella nuova di Lloy Kaufmann, le scene tagliate, l’intervista al regista e al produttore, scene tagliate dal “Tromaville Café” e i video “Lloyd Kaufman’s Autobiography”, “Lloyd gets fucked by the Hollywood system”, “Soul Troma” e “Public service announcements”. 

Drag me to fest

Dopo un terribile terremoto, la California è piombata nel caos e nella devastazione. Bande di criminali e teppisti accomunate dalla passione per il surf governano il territorio indisturbate. La gang più pericolosa però è quella dei “Surfisti Nazi”, capitanata dal cattivissimo Adolf, e composta da soggetti spietati e violenti come Eva, Mengele e Hook. Nella loro lotta al predominio di questa nuova zona di guerra, i neo-nazi con la passione per le onde, finiranno per uccidere un innocente ragazzo afroamericano, scatenando così l’ira di Eleanor ‘Mama’ Washington, la madre della vittima.

Surf Nazi Must Die di Peter George arriva subito dopo The Toxic Avenger, Class of Nuke ‘Em High della coppia Lloyd Kaufman e Michael Herz e Combat Shock diretto da Buddy Giovinazzo, come quest’ultimo la pellicola è un outsider, e si distacca in parte dallo stile Troma che ha generato icone come il Vendicatore Tossico o i Cretins. Manca infatti, rispetto ad altri prodotti della Troma, quell’ironia caciarona, fatta di goffi e disgustosi nerd, cheerleader con le tette al vento, vomito, liquami putridi, e fumi tossici intrisi di radiazioni. I presupposti di Surf Nazi Must Die, a cominciare dal titolo, sembrano assurdi e ridicoli, ma non lo sono a tutti gli effetti. Infatti, che nella vita reale ci siano gruppi di persone violente che si rifanno alle ideologie naziste non è una novità, e se è vero che quando non c’è il gatto i topi ballano, significa che una situazione come quella del film con bande di criminali che prevaricano i più deboli approfittando di una temporanea assenza di legge, sarebbero plausibili se le condizioni ambientali dovessero consentirlo.

Quello che rende questa pellicola “Trash” e ridicola cinematograficamente è la sua realizzazione e il trash semi-involontario. Ma anche una messa in scena ingenua che scimmiotta I guerrieri della notte di Walter Hill, nella sequenza dove vengono presentate tutte le bande di surfisti della zona. Dialoghi mosci e non sense, attori che recitano in modo grottesco, tempi scenici assurdi e un montaggio completamente sfasato ne fanno un prodotto amabilmente infimo (ovviamente per i cultori dei b-movie).

Questa volta il brutto sembra quasi involontario, anche perché troviamo in alcuni casi scenari apocalittici efficaci, dove il pop, il punk e il surf, si mescolano al tossico, il sudicio e il grottesco, mostrando qualche bella immagine che mi azzerderei a definire quasi poetica. Insomma, uno z-movie con velleità artistiche qua e là che lasciano interdetti e divertiti in modo assolutamente “weird” gli spettatori. A rendere celebre la pellicola di George avrà sicuramente contribuito la reazione del famoso critico Roger Ebert, premio Pulitzer che abbandonò la proiezione di Cannes dopo trenta minuti. Pazzesco e astuto da parte di Lloyd Kaufman, il piano di portare un film del genere al Festival di Cannes.

Due sono gli elementi che non mancano quasi mai nelle pellicole della Troma: uno è lo splatter/gore, che in Surf Nazi must Die è pochissimo, quasi nullo. Vediamo infatti solo una decapitazione, dove però la testa mozzata è realizzata piuttosto bene, anche questa un’anomalia. E il secondo è il contenuto socio/politico, magari solo accennato, che però questa volta nella pellicola di George non manca, anche se molto scontato in un film sui nazi. Infatti, è trattato inevitabilmente il tema del razzismo e della vendetta. Vendetta che verrà perpetrata da Mrs. Washinton con l’ausilio di qualche granata e di una Walther P38, pistola prodotta appunto nella Germania nazista del 1938.

Surf Nazi Must Die è indubbiamente divenuto un cult, e i motivi per cui una pellicola lo diventi sono sempre diversi e difficili da individuare con certezza. Nel caso di quest’opera a mio avviso molti meriti vanno all’efficacissimo titolo che inizialmente era solo Surf Nazi, al quale venne aggiunto in seguito “Must Die” per evitare di essere accusati di propaganda nazista. Non tra i miei titoli preferiti della Troma, ma certamente un film da avere per i collezionisti di b-movie. 

Titolo: Surf Nazis Must Die
Titolo originale: Surf Nazis Must Die
Regia: Peter George
Attori: Barry Brenner, Dawn Wildsmith, Michael Sonye, Joel Hile, Gail Neely, Robert Harden, Gene Mitchell, Tom Shell
Paese: USA
Anno: 1987
Genere: Horror, trash
Durata: 83 minuti