Tetsuo: The Iron Man – Recensione

Tetsuo (Tetsuo: The Iron Man) è un film cyberpunk-horror giapponese del 1989, diretto da Shin’ya Tsukamoto. Nel cast troviamo Tomorô Taguchi, Kei Fujiwara, Nobu Kanaoka, Shin’ya Tsukamoto e Naomasa Musaka. Arriva in Italia per la prima volta in formato Blu-ray grazie alla start-up di CG Entertainment, nell’edizione oltre ad una montagna di extra, trovate anche il reboot dello stesso regista realizzato a colori e con un budget più sostanzioso intitolato Tetsuo II: Body Hammer e il mediometraggio “Le avventure del ragazzo del palo elettrico”, sempre di Tsukamoto Shinya (45’ min.

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Due amanti, dopo aver investito una persona, amoreggiano impunemente di fronte ad essa, agonizzante e morente, invece di soccorrerla, e la abbandoneranno agonizzante. La vittima di questo gesto atroce si trasformerà in un uomo mutante fatto di carne e metallo pronto a prendersi la sua vendetta.

Tetsuo è un film cyberpunk indipendente girato in bianco e nero. Realizzato con tantissima creatività, e una spiccata sensibilità per gli effetti speciali, è però costruito con un budget esiguo. Tsukamoto, tra un’ intervista e l’altra, racconta di essere stato influenzato da pellicole come Tenebre di Dario Argento, Non aprite quella porta di Tobe Hooper, e La Casa di Sam Raimi, e anche se questo si evince dallo stile delle sue riprese, l’opera da cui trae lo spunto narrativo e stilistico principale a mio avviso è il fumetto Akira di Kashushiro Otomo, uscito nel 1982, dove già troviamo un personaggio, guarda caso che si chiama Tetsuo (in effetti è un nome molto comune in Giappone) e che subisce una trasformazione bionica simile a quella che vediamo nella pellicola di Tsukamoto.

Insomma, i temi della fusione e della mutazione, soprattutto del corpo con tubi metallici e altri materiali artificiali, volenti o nolenti sono frutto di un trauma che ha influenzato tutta l’arte giapponese. Il disastro di Hiroshima e Nagasaki, un atto disumano e che cala un’ombra oscura sul pensiero giapponese e sui suoi artisti. Tetsuo di Shin’ya Tsukamoto non è un film innovativo per le tematiche (che infatti troviamo già nel fumetto di Otomo) e che successivamente è diventato uno splendido film d’animazione, ma nell’inventiva e la capacità di essere autoriale e creativo con uno scarno apparato cinematografico. La pellicola è un tripudio di tecnica e creatività che si esprime attraverso il montaggio, il suono, la stop-motion, il make-up e gli effetti speciali, rudimentali, ma dalla resa finale straordinaria.

Aldilà di tutte le influenze provenienti da oltre il confine, Tetsuo è un film molto giapponese, dove si intravede ancora il teatro tradizionale e le sue storie folkloristiche di fantasmi. Al contempo è un’opera avanguardistica che porta temi sessuali tabù ed estremi per l’epoca, con una forza dirompente che lascerà scioccati anche gli spettatori moderni.

Se si vuole conoscere nel profondo questa pellicola, basta cercare in rete “Tetsuo + Ghezzi”, perché il critico cinematografico che ha salvato cinematograficamente più di una generazione di italiani, ne era innamorato/ossessionato e nessuno meglio di lui potrebbe parlarvene. Dal canto mio, vi dico solo che Tetsuo è un film seminale, se vuoi fare il regista, il fumettista, il pittore, lo scultore o qualsiasi altra cosa abbia a che fare con l’arte, devi vederlo.

Titolo: Tetsuo II: Body Hammer
Titolo originale: Tetsuo II: Body Hammer
Regia: Shin’ya Tsukamoto
Attori: Tomorowo Taguchi, Nobu Kanaoka, Sujin Kim, Shin’ya Tsukamoto
Paese: Giappone
Anno: 1992
Genere: sci-fi horror
Durata: 83 minuti

Tetsuo II: Body Hammer – Recensione

Tetsuo II: Body Hammer, pellicola diretta da Shin’ya Tsukamoto nel 1992 dove troviamo nel cast Tomorowo Taguchi, Nobu Kanaoka, Sujin Kim e lo stesso regista, è il secondo capitolo di una trilogia che comprende Tetsuo del 1989 e Tetsuo: The Bullet Man del 2009; tutti scritti, prodotti, montati, diretti ed interpretati da Shin’ya Tsukamoto. Questo film, viene decritto da molti come un remake a budget più alto della prima pellicola, ma non mi trovo d’accordo con questa definizione, perché cambiano i protagonisti e molte dinamiche nella storia, fondamentalmente il trait d’union tra le pellicole è la mutazione, ma lo considererei più un reboot o semplicemente il secondo capitolo di una trilogia di film.

Cambiano infatti i protagonisti, che in questo caso sono una famiglia formata da Taniguchi, Kana e il figlio di 8 anni che hanno adottato. Da prima il bambino verrà rapito da una banda di criminali e a Taniguchi verrà iniettato uno strano siero. [spoiler] Il bambino verrà ucciso brutalmente davanti agli occhi del padre, che preso dalla collera e con la collaborazione del misterioso siero si trasformerà in un uomo-macchina spietato e vendicativo. Da qui sarà una carneficina [fine spoiler].

Partendo dal presupposto che non ci troviamo di fronte ad una replica, ma ad una storia che ripropone la mutazione cyberpunk tra corpo e macchina, qualcosa che come detto sopra a reminiscenze atomiche. Questa versione di Tetsuo “padre di famiglia” è girata tutta a colori e l’effetto finale è una piacevolissima sorpresa e per quanto questo secondo capitolo abbia avuto un’accoglienza più tiepida rispetto al primo, Tetsuo II è una pellicola che prosegue la sperimentazione avviata nel primo film, dove il cyberpunk è rappresentato in maniera più moderna e curata. Se andiamo in cerca di similitudini questa volta è il film d’animazione Ghost in the Shell, è debito al film di Tsukamoto, infatti attingere a piene mani per il look and feel dei suoi personaggi.

Più lungo del suo predecessore, è un campo di prova per qualche nuova idea, come lo split screen o le evoluzioni/trasformazioni di “Tetsuo”: che questa volta è dotato di armi da fuoco più pesanti come i cannoni. La grossa differenza tra i due film, è che qui troviamo un dramma più coinvolgente e melodrammatico, la morte del bambino è truculenta e terribile al punto da calare un’ombra cupa su tutta la pellicola e il bisogno di vendetta (comprensibile) rende l’opera più conforme e in linea con le aspettative dello spettatore. Mentre, l’opera prima è più libera e fuori dagli schemi anche a livello narrativo.

Per quanto anche Tetsuo II sia un film incredibilmente bello, il paragone con il predecessore si rivela una maledizione ricorrente anche qui, una persecuzione per tutti i film che su succedono dopo un cult e una spina nel fianco inevitabile per chiunque cerchi di parlare di questa trilogia. Nonostante questo artista giapponese ci regali opere fruibili e stimolanti, se si è alla ricerca della perfezione, nel caso di Tetsuo dobbiamo dire “buona la prima”.  

Titolo: Tetsuo II: Body Hammer
Titolo originale: Tetsuo II: Body Hammer
Regia: Shin’ya Tsukamoto
Attori: Tomorowo Taguchi, Nobu Kanaoka, Sujin Kim, Shin’ya Tsukamoto
Paese: Giappone
Anno: 1992
Genere: sci-fi horror
Durata: 83 minuti

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