L’incubo della Strega dai creatori di Fantasmagoria. La recensione psicologica di The Witch and Herman.

The Witch and Herman è un cortometraggio horror scritto e diretto da Fabrizio Byron Rink, prodotto dal collettivo Orefilm (Fantasmagoria) e interpretato da Byron Rink e Kira Ialongo. Nel film, una strega rapisce un automobilista che si ritrova vittima di un incidente all’interno di un loop infinito.

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Uno dei concetti fondamentali, a livello psicoanalitico, che ritroviamo all’interno del film, è il tema del doppio. Introdotto dal padre della psicoanalisi Sigmund Freud nel saggio “Il perturbante” del 1919, il tema del doppio viene assimilato a quello del sosia e visto come un elemento perturbante, cioè come un elemento che ha che fare, riprendendo il filosofo tedesco Friedrich Schelling, con “ciò che sarebbe dovuto rimanere segreto, nascosto, e che invece è affiorato.”

Il carattere perturbante del sosia, secondo Freud, “può trarre origine soltanto dal fatto che il sosia stesso è una formazione appartenente a tempi psichici remoti e ormai superati, nei quali tale formazione aveva comunque un significato più amichevole.” Per Freud, infatti, il concetto di sosia è relativo al “narcisismo primario che domina la vita sia del bambino” – che nelle prime fasi dello sviluppo vive in uno stato indifferenziato, non riuscendo ancora a distinguere sé dall’altro – “sia dell’uomo primitivo” – Freud ricorda infatti, nella civiltà dell’antico Egitto, la consuetudine di modellare la salma del defunto con un materiale che duri nel tempo. “La rappresentazione del sosia”, scrive Freud, “non scompare necessariamente con questo narcisismo dei primordi” ma si trasforma nella propria coscienza morale che però, “nel caso patologico del delirio di essere osservati, si scinde dall’Io e diventa osservabile.”
Il perturbante relativo al sosia ha quindi a che fare con un “recedere a determinate fasi che il sentimento dell’Io ha percorso durante la sua evoluzione”, con una “regressione a tempi in cui non erano ancora nettamente tracciati i confini tra l’Io e il mondo esterno e tra l’Io e gli altri.”

Nel film compare chiaramente un altro elemento perturbante, cioè quello della ripetizione. Freud scrive del “fattore della ripetizione involontaria” che “rende perturbante ciò che di per sé sarebbe innocuo, insinuandoci l’idea della fatalità e dell’ineluttabilità laddove normalmente avremmo parlato soltanto di <<caso>>.” Egli, inoltre, declina la ripetizione involontaria in vari esempi: cita il ritrovarsi davanti agli occhi lo stesso numero più volte durante lo stesso giorno; ricorda un episodio autobiografico in cui, “vagando senza meta per un bel po’” all’interno di una città italiana che non conosceva, si ritrovò più volte sulla stessa strada senza sapere come ci fosse arrivato; parla del perdersi in un bosco dopo essere stati sorpresi dalla nebbia senza riuscire a raggiungere una strada conosciuta ma ritornando sempre nello stesso posto; e, infine, considera il “procedere a tentoni in una stanza sconosciuta immersa nel buio cercando la porta o l’interruttore e, in questa ricerca, tornare a urtare per l’ennesima volta contro lo stesso mobile.”

In The Witch and Herman, il tema della ripetizione assume un “grado di perturbante” ancora più elevato. La ripetizione, infatti, è qui dettata da una volontà esterna, e trasporta lo spettatore all’interno di un loop che pare infinito, in una dimensione di costrizione e di passività imposta che fa immediatamente riflettere sul tema della scelta e delle situazioni in cui questa sembra impossibile.
Quante volte percepiamo la vita come un insieme di situazioni ripetitive da cui sembra impossibile uscire? Qual è il primo passo da fare per mettere un piede al di là dei nostri circoli viziosi? Non esistono risposte definitive, ma già riuscire a porsi queste domande permette di cominciare a prendere una direzione che abbia a che fare solamente con la propria volontà autentica.

Fonte: “Il perturbante” (S. Freud, 1919).

Titolo: The Witch and Herman
Titolo originale: The Witch and Herman
Regia: Byron Rink
Attori: Byron Rink, Kira Ialongo
Paese: Italia
Anno: 2022
Genere: Horror
Durata: 20 minuti