Vetro – Recensione

Vetro - Recensione
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Il thriller in una stanza. La recensione di Vetro

Vetro è un thriller italiano del 2022 diretto dall’esordiente Domenico Croce. Nel ristrettisimo cast troviamo Carolina Sala, Tommaso Ragno, Marouane Zotti e Giustiniano Alpi. Prodotto da Fidelio, Vision Distribution e Rai Cinema arriva in home video in formato DVD con CG Entertainment con un’edizione arricchita da un interessante backstage che ci aiuterà a comprendere meglio gli aspetti produttivi dell’opera.

Drag me to fest

Una ragazza di 17 anni vive ormai da molto tempo rinchiusa nella sua camera da letto. Le persone come lei vengono definite “hikikomori”, individui, spesso giovani, che decidono di smettere di affrontare il mondo esterno per paura del confronto sociale. La sua vita si riduce a qualche chiacchiera e gioco con un padre sempre nascosto da una porta chiusa, la sua passione per il disegno, internet e guardare fuori dalla finestra, cosa che la porterà a scoprire che nell’appartamento di fronte stanno accadendo cose spaventose. L’incontro online con un ragazzo che diventerà suo amico la spronerà ad approfondire la sua indagine riguardo agli strani movimenti che avvengono nel palazzo di fronte.

Vetro è una pellicola che nasce da una buona intuizione, e da quel tipo di materiale che inizia a mancare da troppi anni in Italia: le idee. Ottima, quindi, la scelta dei produttori di investire in questo “piccolo” film e in questo giovane regista, ottimizzando al massimo le risorse e sfruttando quella che è la regola d’oro dei film a basso budget: ambientare la pellicola in un unico luogo (Vedi Nodo alla gola). Tutto si svolge in un appartamento. Il mistero, il dramma e le emozioni ruotano tutte attorno alla stanza della ragazza, che solo qualche volta sbircia il mondo esterno dalla finestra, come James Stewart ne “La finestra sul cortile”, ma in versione ridotta. Non per questo si tratta per forza di un film hitchcockiano, ma sicuramente gli è debitore. Ma esistono thriller che non lo siano?   

Nel suo piccolo, Vetro gioca bene le sue carte. Ci sono pochi personaggi, ma sono profondi: la ragazza è un hikikomori come dicevamo, un dramma, anzi una malattia psicologica che di per sé è già un mistero, qualcosa che guardando la pellicola vogliamo capire, comprendere. Poi c’è il padre, personaggio misterioso anche questo, vittima di una grande sofferenza psicologica, compie scelte ci sembreranno bizzarre. Ma in quella piccola stanza stracolma di emozioni pronte ad esplodere si cela un mistero più grande e scioccante di quanto potremmo mai immaginare. E, anche se il plot è un po’ debitore a Run, di Aneesh Chaganty, gli sceneggiatori riescono saggiamente a virare e imboccare una strada nuova e assolutamente originale.

Apprezzabile la recitazione, buona se paragonata a quanto produciamo all’interno dei nostri confini, un po’ meno se guardiamo al cinema internazionale. La fotografia un po’ pop “caramellosa”, funziona, non ha sbavature e (grazie al cielo) si distacca dalla fotografia “conformata” di serie tv, spot e prodotti “fast movie” delle piattaforme più popolari. Un’audacia che classifica il film ancora di più come un’opera indipendente, che per me è un complimento.

Se guardiamo in casa, per come sta messo il cinema italiano, Vetro è un piccolo gioiello produttivo, che ci ricorda che prima di tutto bisogna partire da un’idea, una buona idea. Questa è una storia sulla quale Hollywood avrebbe potuto investire 100 milioni di dollari e 2 o 3 attori blasonati per farne un filmone commerciale, ma funziona anche così, con molto, molto, molto meno budget. Domenico Croce e i ragazzi della Fidelio lo hanno fatto e bene, ora sta al pubblico italiano ridare fiducia al nostro cinema di genere.

Titolo: Vetro
Titolo originaleVetro
Regia: Domenico Croce
Attori: Carolina Sala, Tommaso Ragno, Marouane Zotti, Giustiniano Alpi
Paese: Italia
Anno: 2022
Genere: Thriller
Durata: 90 minuti